Il caffé

settembre 5, 2018 0 Di PapS77

 

Caffè

 

    Oltre a non fare male ha anche effetti positivi!

 

Sono sempre stato un amante del caffè, anche se a volte ho esagerato con le dosi per vari motivi, anche per studiare o per effettuare le mie ricerche, anche se ammetto che l’effetto che mi provoca non è particolarmente di eccitazione, tanto che io lo prendo anche la sera dopo cena, senza avere nessun problema d’insonnia.

Infatti il caffè è la bevanda più consumata al mondo, con circa 2,25 miliardi di tazze distribuite ogni giorno; assumere caffè significa introdurre nel nostro organismo una grande quantità di sostanze biologicamente attive, sostanze antiossidanti, e il loro aumentato consumo è legato ad un minore livello d’infiammazione nel nostro corpo, ad una minore resistenza all’insulina ed ad un minore rischio di diabete.

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Studi meno recenti che valutavano la correlazione tra il consumo di caffè ed il rischio di morte per qualsiasi causa, erano di dimensioni troppo limitate e quindi fornivano risultati inconsistenti; studi pubblicati fra il 2012 ed il 2017, sia americani che europei, basati su ampie popolazioni (da 200 mila, ad oltre 500 mila persone) valutate per lunghissimi periodi di tempo (da 16 a 30 anni), hanno permesso di concludere che più è alto il quotidiano consumo di caffè, più è bassa la mortalità per qualsiasi causa.

Per mortalità per qualsiasi causa, s’intende per tutte le malattie cardiache e cerebrovascolari, e per le differenti patologie tumorali; tutti questi studi hanno sempre incluso, sia bevitori di caffè usuale, cioè contenente caffeina, sia bevitori di caffè decaffeinato, per dimostrare che le sostanze antiossidanti incluse nella bevanda, in qualsiasi stile preparata (filtro, moka, alla turca, capsule), non sono per nulla legate alla ben nota caffeina.

La caffeina non ha un ruolo particolare: essa è soltanto una delle sostanze presenti nel chicco e certamente non è la più importante, tutto dipende dal chicco che è la sostanza con più antiossidanti esistente in natura; altro rilievo di grande peso è stato lo scorporamento della abitudine al fumo con il bere caffè.

Purtroppo, la percentuale dei tabagisti è ancora elevata tra i consumatori di caffè e questo potrebbe portare un grave elemento che confonde nel valutare una riduzione di rischio di morte in quella parte di popolazione legata alle sigarette, che di per sé, ha un rischio nettamente aumentato di morire per qualsiasi causa.

Grazie ad una valutazione prospettica nella regione Piemonte sulla popolazione sana, intrapresa dall’Associazione di Volontariato Amici del Cuore Piemonte, per la prevenzione e la ricerca delle malattie cardiovascolari, per valutare quale correlazione potesse esistere tra il bere caffè e la presenza dei vari fattori di rischio, soprattutto in relazione agli stili di vita.

La valutazione degli stili di vita è sempre molto legata alle abitudini di una popolazione e queste possono variare notevolmente, in base alle zone, nell’ambito di una nazione come l’Italia; gli stili di vita sono spesso dipendenti da motivi climatici, storici e differenti tradizioni alimentari, sia come cibi che come bevande (vino, birra ed alcoolici).

Tramite un questionario formulato nel 2012, studiato in modo da rilevare, sia la storia personale del cittadino intervistato che le sue abitudini di vita alimentari e comportamentali, con domande a risposte multiple, l’intervistato era motivato dall’esigenza di conoscere meglio l’entità del suo personale rischio di eventi cardiovascolari, e quindi si presume che le risposte siano state sincere o comunque non fuorvianti.

Analizzando degli elementi costituenti la propensione ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari ed in tale contesto si può presentare come si caratterizza l’individuo che beve caffè, con o senza caffeina, e quale può essere la sua personalità, sia per associati fattori di rischio, che per la sua tendenza psicologica.

In passato bere caffè veniva associato all’eccitazione o agitazione, questa ricerca mette completamente in soffitta questi vecchi concetti e ci apre a nuove prospettive nel valutare gli effetti psicologici del bevitore di caffè; la quantità di tazze di caffè bevute dagli intervistati andava da una a quattro tazze al giorno, raramente cinque tazze.

La ricerca ha coinvolto 5295 uomini e 6024 donne, tutti residenti in Piemonte (totale: 11319 persone), sono state intervistate tra il 2012 ed il 2016; si può osservare dai dati raccolti, una maggiore presenza del sesso femminile ed una dominanza femminile nelle fasce d’età più avanzata.

Coloro che bevono il caffè in qualsiasi modalità sono il 68% delle donne ed il 75% degli uomini; la domanda a questo punto era quali fossero le correlazioni tra i bevitori e non bevitori di caffè con i vari fattori di rischio nel contesto della popolazione residente in Piemonte.

Analizzando i singoli fattori di rischio ed il bere caffè:

  1. Indice di Obesità-BMI (>26): solo il 23,4% degli uomini bevitori di caffè ha un BMI elevato contro il 24,9% dei non bevitori, il 18,5% delle donne, sia bevitrici di caffè che non, sono sovrappeso; quindi chi beve caffè ha un peso corporeo più basso o, al massimo, uguale ai non bevitori.
  2. Attività Fisica (2-3 volte a settimana): simile l’incidenza di sedentarietà tra bevitori e non di caffè, 37-38% degli uomini e 41-42% delle donne.
  3. Colesterolo Totale (normale<200): il 20,7% degli uomini bevitori contro il 23,7% di non bevitori ha il colesterolo elevato; il 29,3% delle donne bevitrici contro il 30,3% delle non bevitrici ha ipercolesterolemia.
  4. Fumo (si-no): il 21,9% degli uomini bevitori fuma contro il 17,7% dei non bevitori, il 17% delle donne bevitrici fuma contro il 14,2% delle non bevitrici; quindi chi beve caffè fuma di più di chi non beve, siano donne che uomini.
  5. Ipertensione Arteriosa (>140/90): il 46,7% degli uomini bevitori di caffè ha ipertensione arteriosa contro il 48,2% dei non bevitori, il 36,8% delle donne bevitrici hanno ipertensione arteriosa contro il 40% delle non bevitrici; globalmente nei due sessi, chi beve caffè ha la pressione arteriosa più bassa.
  6. Glicemia: il valore medio della glicemia nei bevitori di caffè, uomini e donne, era 103+/-20 mg%, il valore medio della glicemia nei non bevitori, uomini e donne, era 104+/-23 mg%; questi dati si allineano con quelli della letteratura che documenta una minore resistenza all’insulina dei consumatori di caffè
  7. Caffè e vino: chi beve caffè consuma più vino di chi non beve caffè, il 70,6% dei bevitori uomini di caffè beve vino contro il 61,8% dei non bevitori di caffè; il 52,8% delle donne che beve caffè beve vino contro il 41,6% delle non bevitrici di caffè.

 

Per quanto riguarda l’analisi del benessere psichico e del bere caffè:

  • Caffè ed ansia: chi beve caffè ha meno ansia di chi non beve caffè, sia negli uomini che nelle donne; il 29,9% degli uomini che beve caffè ha ansia contro il 38,1% dei non bevitori, il 50% delle donne che beve caffè ha ansia contro il 55% delle non bevitrici.
  • Ansia e depressione: la depressione colpisce di più il sesso femminile, le donne sotto i 65 anni che bevono caffè hanno un 20,5% di persone con cattivo umore contro un 23% delle non bevitrici,le donne sopra i 65 anni che bevono caffè hanno un 8,5% di persone con cattivo umore contro il 12% delle non bevitrici.
  • Insonnia: abbiamo un lieve aumento dell’insonnia tra chi beve caffè con caffeina e chi non lo beve soprattutto tra le donne, il 31% degli uomini che beve caffè soffre d’insonnia contro il 28,3% di chi non lo beve, tra le donne abbiamo una percentuale di insonni (46,2%) più evidente nelle bevitrici di caffè con caffeina rispetto alle non bevitrici (39,6%); questo può suggerire di valutare il numero delle tazze oppure di usare, in certi soggetti molto sensibili alla caffeina, di bere caffè decaffeinato.
  • Caffè e comportamenti: in conclusione, il consumo di caffè si associa ad una minore presenza di quei fattori di rischio quali l’ipertensione arteriosa, l’ipercolesterolemia, il diabete, che portano ad un aumento della mortalità cardiovascolare; il bere caffè si associa ad una migliore salute psichica, con meno ansia, meno cattivo umore ed una generale migliore attitudine nell’affrontare gli usuali problemi e sintomi della vita quotidiana.

Questi dati sono attuali e su una popolazione con chiare attitudini alimentari e comportamentali; pensiamo che quanto visto su 11319 persone sane possa essere un indiscusso dato di relazione tra il bere caffè ed i differenti fattori di rischio cardiovascolare, e che possa suggerire di vincere certi timori, basati su non chiare vecchie idee, che su dati scientifici e che suggeriscono come il caffè, con e senza caffeina, possa essere definito come bevanda sicuramente salutare.

In base a questi risultati ed anche ad altre ricerche effettuate negli ultimi tempi possiamo affermare che il caffè ha effetti benefici sul nostro corpo, quindi senza esagerare come per tutte le cose potete tranquillamente assumerlo, sempre che non vi accorgiate voi stessi che non vi piace e che non lo potete tollerare; vi lascio ad un video di Marco Bianchi, utile e simpatico!

Fonte: Rivista Cardio Piemonte, Associazione Amici del Cuore Onlus, Dott. Sebastiano Marra.

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